Alpi Apuane, la Via Vandelli
Parlare dell’escursione sulla
Via Vandelli è ripercorrere una pagina di storia della nostra regione.
Nella prima meta del 1700 l’Italia era suddivisa in vari Ducati,
Granducati, Stati e Staterelli Nel 1738 Francesco III d’Este era
il Duca di Modena.
Il Signore voleva una strada che collegasse Modena a Massa, sia per motivi
politici, sia per assicurarsi uno sbocco al mare evitando però
di attraversare il territori del Granducato di Toscana e del Ducato di
Lucca.
Per risolvere questo complesso problema viario, fu incaricato del progetto
e della successiva realizzazione l’ingegnere-matematico Domenico
Vandelli.
Da Modena la Via Vandelli si dirigeva a Pavullo nel Frignano quindi a
Barigazzo per salire, poi, al Sasso Tignoso, sopra Sant’Anna Pelago
e valicava successivamente l‘Appennino al passo di San Pellegrino
in Alpe. Scendeva poi da Chiozza verso la Garfagnana e svoltava a destra
prima di Castelnuovo per dirigersi verso la valle dell’Edron a Fabbriche
di Careggine (paese attualmente sommerso dall’invaso artificiale
del lago di.Vagli)
Da qui la strada saliva verso la Valle di Arnetola, oltre Vagli di Sopra,
per affrontare l’ardua ascesa fino ai 1634 m slm del Passo della
Tambura
Dal passo la strada scendeva con pendenze proibitive addolcite solo dai
numerosi tornanti, sostenuti da alti muri a secco, verso Resceto superando
un dislivello di 1100 m. in appena 6 km; da qui in breve si raggiunge
Massa.
I lavori di costruzione ebbero termine nel 1751, ma le difficoltà
del tracciato, in particolar modo il passaggio delle Alpi Apuane attraverso
il passo della Tambura, ne decretarono un utilizzo molto ridotto, a breve
il percorso fu abbandonato anche perché di non facile manutenzione.
Quest’ultimo tratto di viabilità, da Resceto al passo della
Tambura, è stato restaurato della locale Comunità Montana
restituendo un’antica viabilità storica alla viabilità
escursionistica del parco delle Alpi Apuane.
Da Resceto inizia la nostra escursione, dopo poco si valica il canale
Pianone su una passerella e si inizia la salita verso il passo della Tambura.
A circa 1400 m si perviene ad una prima forcella denominata “finestra
Vandelli” dove fu ricavato uno spiazzo utilizzato sia come area
di sosta e di eventuale scambio delle diligenze; attualmente sorge il
rifugio Nello Conti del CAI di Massa.
La nostra escursione prosegue inerpicandosi sugli stretti tornanti verso
la sommità del passo della Tambura, la meta viene normalmente raggiunto
dopo circa 3 ore 3ore e 30 di cammino.
Il Passo è situato fra il Monte Focoletta (m. 1672) e il Monte
Tambura (m. 1895) il paesaggio spazia d’alto i due versanti apuanici.
La cima della Tambura, per chi ha ancora energie, può essere facilmente
raggiunta in poco più di mezz’ora di cammino
Il rientro alla località di partenza può avvenire: o ripercorrendo
a ritroso il percorso di andata, soluzione priva di sorprese, anche se
nel pomeriggio sopraggiunge l’immancabile temporale, o scendere
tramite un sentiero che ripercorre una vecchia via di lizza; soluzione
sicuramente meno noiosa, che però presenta notevoli pendenze da
percorrere in discesa.
Questa escursione sarà
effettuata domenica 17 Settembre 2006
Ore di cammino: 6,30 circa
Dislivello:1120 m
Impegno: medio (impegnativo il dislivello da superare)
Stefano
Rensi, Guida Escursionistica
– Ufficio Guide
www.ufficioguide.it
info@ufficioguide.it
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