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I nostri interventi

SETTEMBRE 2006

Alpi Apuane, la Via Vandelli


Parlare dell’escursione sulla Via Vandelli è ripercorrere una pagina di storia della nostra regione.
Nella prima meta del 1700 l’Italia era suddivisa in vari Ducati, Granducati, Stati e Staterelli Nel 1738 Francesco III d’Este era il Duca di Modena.
Il Signore voleva una strada che collegasse Modena a Massa, sia per motivi politici, sia per assicurarsi uno sbocco al mare evitando però di attraversare il territori del Granducato di Toscana e del Ducato di Lucca.

Per risolvere questo complesso problema viario, fu incaricato del progetto e della successiva realizzazione l’ingegnere-matematico Domenico Vandelli.
Da Modena la Via Vandelli si dirigeva a Pavullo nel Frignano quindi a Barigazzo per salire, poi, al Sasso Tignoso, sopra Sant’Anna Pelago e valicava successivamente l‘Appennino al passo di San Pellegrino in Alpe. Scendeva poi da Chiozza verso la Garfagnana e svoltava a destra prima di Castelnuovo per dirigersi verso la valle dell’Edron a Fabbriche di Careggine (paese attualmente sommerso dall’invaso artificiale del lago di.Vagli)
Da qui la strada saliva verso la Valle di Arnetola, oltre Vagli di Sopra, per affrontare l’ardua ascesa fino ai 1634 m slm del Passo della Tambura 
Dal passo la strada scendeva con pendenze proibitive addolcite solo dai numerosi tornanti, sostenuti da alti muri a secco, verso Resceto superando un dislivello di 1100 m. in appena 6 km; da qui in breve si raggiunge Massa.
I lavori di costruzione ebbero termine nel 1751, ma le difficoltà del tracciato, in particolar modo il passaggio delle Alpi Apuane attraverso il passo della Tambura, ne decretarono un utilizzo molto ridotto, a breve il percorso fu abbandonato anche perché di non facile manutenzione.
Quest’ultimo tratto di viabilità, da Resceto al passo della Tambura, è stato restaurato della locale Comunità Montana restituendo un’antica viabilità storica alla viabilità escursionistica del parco delle Alpi Apuane.

Da Resceto inizia la nostra escursione, dopo poco si valica il canale Pianone su una passerella e si inizia la salita verso il passo della Tambura.
A circa 1400 m si perviene ad una prima forcella denominata “finestra Vandelli” dove fu ricavato uno spiazzo utilizzato sia come area di sosta e di eventuale scambio delle diligenze; attualmente sorge il rifugio Nello Conti del CAI di Massa.
La nostra escursione prosegue inerpicandosi sugli stretti tornanti verso la sommità del passo della Tambura, la meta viene normalmente raggiunto dopo circa 3 ore 3ore e 30 di cammino. 
Il Passo è situato fra il Monte Focoletta (m. 1672) e il Monte Tambura (m. 1895) il paesaggio spazia d’alto i due versanti apuanici. La cima della Tambura, per chi ha ancora energie, può essere facilmente raggiunta in poco più di mezz’ora di cammino 
Il rientro alla località di partenza può avvenire: o ripercorrendo a ritroso il percorso di andata, soluzione priva di sorprese, anche se nel pomeriggio sopraggiunge l’immancabile temporale, o scendere tramite un sentiero che ripercorre una vecchia via di lizza; soluzione sicuramente meno noiosa, che però presenta notevoli pendenze da percorrere in discesa.

Questa escursione sarà effettuata domenica 17 Settembre 2006

Ore di cammino: 6,30 circa
Dislivello:1120 m 
Impegno: medio (impegnativo il dislivello da superare)

Stefano Rensi,  Guida Escursionistica – Ufficio Guide

www.ufficioguide.it   info@ufficioguide.it

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