Sulla cima più famosa dell'Appenino Tosco-romagnolo m. 1654
Il Parco, istituito nel 1993 si estende su un vasto territorio a cavallo di Romagna e Toscana ed è compreso nelle province di Forlì Cesena Arezzo e Firenze, occupa una superficie di 36 mila ettari, è dunque una grande area protetta comprendente boschi e foreste fra le più estese e meglio conservate d'Italia.
Il Parco è custode di un elevato patrimonio floristico e di fauna di grande interesse, le foreste e i numerosi ambienti naturali fanno da cornice ai segni della millenaria presenza dell'uomo.
Lungo le pendici meridionali, a quota m. 1358, una copiosa sorgente detta Capo d'Arno è considerata l'origine del maggior corso d'acqua della Toscana.
Nello scorso inverno, anche per la tanta neve arrivata in Appennino abbiamo osservato un grande interesse alle escursioni con le racchette da neve scoprendo un nuovo modo di andare in montagna in inverno non abituale dalle nostre parti.
Non è difficile imparare a camminare con questi attrezzi è ed possibile muoversi in neve fresca per scoprire la pace dei boschi e fantastici luoghi immersi nella natura in una veste particolare e lontano dalle rumorose piste da sci.
Per questo motivo proponiamo per il mese di gennaio una escursione particolare che ci porterà sulla cima del monte Falterona a m. 1654.
Con le racchette da neve ai piedi potremo riuscire a percorrere sentieri in neve fresca altrimenti inaccessibili.
Vi sono diverse possibilità di percorsi per salire sulla cima, uno molto frequentato è quello che prende il via dal piccolo borgo di Castagno d'Andrea ma farlo con le racchette è faticoso a causa del dislivello e quindi adatto a persone allenate, noi percorreremo invece un tratto di crinale con partenza dagli impianti di sci della Burraia.
Dal parcheggio lasciamo la strada principale che conduce al rifugio La Capanna per salire su una stradella che arriva fino ad una zona con ripetitori militari sul crinale che separa il versante che guarda il Casentino da quello che è rivolto alla Romagna.
Si prosegue lungo il sentiero CAI 00 che percorre tutto il crinale fra una bellissima faggeta interrotta talvolta da terreno aperto.
Arrivati ai piloni dello skilift che sale dal rifugio La Capanna e tuttora in funzione si prosegue sempre nel bosco in leggera ascesa fino ad arrivare, dopo aver superato il sentoero che sale da Piancancelli, alla cima di Monte Falco m. 1658 di poco più alta di monte Falterona.
Si prosegue ancora lungo il crinale CAI e si supera il bivio del sentiero che conduce a Capo d'Arno.
Ora il nostro percorso sale decisamente su di un costone per arrivare in breve alla cima del Monte Falterona dove una grossa croce in ferro indica la vetta.
Lo sguardo spazia ora su tutto il Mugello, il crinale di Vallombrosa e Saltino e, dalla parte opposta, su tutta la Romagna, il panorama è veramente immenso.
Il ritorno viene effettuato sullo stesso percorso dell'andata fino a monte Falco, da qui, se le condizioni della neve lo permettono, si scende in un canale dove quasi sempre la neve è farinosa ed il divertimento in mezzo alla faggeta è garantito.
Dopo aver galleggiato sulla neve fresca con le racchette ai piedi si incontra la strada che dalla fonte del Bobotto per Piancancelli arriva alla Burraia e in breve si ritorna al punto di partenza.
La montagna in inverno non è da sottovalutare sia per i problemi tecnici che presenta sia per gli ovvi rischi legati alla sicurezza dell'escursione, si consiglia sempre di affidarsi a Guide esperte abilitate a condurre gruppi.
Questa escursione sarà effettuata domenica 14 gennaio 2007.
Ore di cammino: 4,00 circa
Dislivello: 300 m
Impegno: medio
Alberto Calamai Guida Ambientale Escursionistica
www.ufficioguide.it
info@ufficioguide.it
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