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MONZUNO

Storia e Curiosità

4980 abitanti - 636 m. s.l.m. - 36 Km da Bologna

Antica località sorta in corrispondenza di un incrocio viario tuttora esistente. Le origini etimologiche del toponimo sono incerte: chi associa Monzuno a Mons Zeus (M. Giove) o Mons Juno, Mons Junonis (M. Giunone), attribuendogli un chiaro riferimento storico, legato al probabile transito della strada romana Flaminia Militare, costruita su di un Vecchio tracciato preesistente, dal console Caio Flaminio nel 187 a. C., per liberare l'Appennino dai Liguri Apuani, chi invece lo associa ad un semplice riferimento geografico dato da luogo montuoso (monzone = montione), come altri esistenti in zona. In ogni caso, negli atti più antichi, si ricorda che i Signori da Monzone fecero parlare di sé per le aspre contese con i Da Panico, loro acerrimi nemici, nonché parenti; i primi guelfi e i secondi ghibellini. Nel 1376 Guiduccio da Monzone ne fece una delle sue, partecipando a una congiura a danno dei riformatori' bolognesi, per consegnare la città petroniana al Marchese Niccolò d'Este. Scoperto, si rifugiò nel castello di Monzone, posto più a monte dell'attuale abitato.

I Bolognesi mandarono Pietro Vataliani con molti cavalli e fanti e rasero al suolo tutto, borgo e fortificazioni varie, come era nella migliore delle tradizioni. Guiduccio fu portato prigioniero a Bologna e, il 3 dicembre 1390, fu decapitato perché era male homo. Del castello di allora rimangono le tracce di un muro di sostegno e poco altro.

Sempre nel pressi di Monzuno, ad un chilometro circa dal centro, sorge un edificio detto "l'Ospitale", tenuto fin da epoca remota, attorno all'anno 1000, dai monaci "Vallombrosani", il quale, come può intendersi, ospitava, offrendo loro vitto e riparo, pellegrini in viaggio da Bologna verso la Toscana. Prima e dopo la seconda guerra mondiale, diede alloggio anche ad un importante pittore e critico d'arte ed una pittrice entrambi bolognesi: Nino Bertocchi e Lea Colliva, sua cognata.

Da allora Monzuno è diventato meta di altri numerosi artisti., chi per Bertocchi, chi per una semplice ragione di comoda tranquillità : Corrado Corazza, Giacomo Manzù, Ferruccio Giacomelli, Ilario Rossi, Mario Nanni, Mario Giovannetti, Paola Collina, Giuseppe Gagliardi, (per citare i più noti), hanno fatto di questo borgo una delle loro nostalgiche mete preferite. A Monzuno esiste anche una profonda tradizione musicale legata alla "banda" e al "suono delle campane".

La prima vide la sua nascita ufficiale nel 1900 per volontà e impegno dell' allora medico condotto del paese "Pietro Bignardi " e del maestro "Luigi Gamberini ". Oggi conta un centinalo di musicisti e una rinomata scuola musicale ad indirizzo bandistico. II suono delle campane, con il "metodo alla bolognese ", ha radici ben più profonde: è un modo di suonarle con 4 - 5 campanari (1 per ogni campana) e trova origine a Bologna nella seconda metà del 1500. Le opportunità offerte dai monzunesi non ricadono solamente nelle arti pittoriche e musicali, ma anche nella buona cucina bolognese, che la tradizione vuole rigorosamente legata al tortellino in brodo, lasagne, tagliatelle e qualche piatto antico, come la "jeda" o "agliata" e le frittelle di castagne e castagnaccio. Numerose sono le feste paesane, tra cui prevalgono : la festa di Monte Venere (prima domenica di agosto); la tradizionale festa del patrono locale San Luigi (ultima domenica di agosto) e la Sagra dei marroni e Tartufesta nella penultima domenica di ottobre.

E' possibile soggiornare, a prezzi modici, nei due alberghi presenti a Monzuno : il "Montevenere" e il "Camino della Rosa". A 8 chilometri da Monzuno sorge su di un affioramento pliocenico, Brento, ("Brintum" in origine), sede di uno del castelli più importanti dell'Emilia. Pare che nel VI secolo fosse sede vescovile. Passò poi di proprietà anche a Matilde di Canossa fino alla sua distruzione in epoca ignota.

Nel 1989 scavi archeologici hanno riportato alla luce antiche mura.

A ovest di Brento si erge Monte Adone, luogo abitato in età neolitica, dalla quale vetta, raggiungibile con una breve passeggiata da Brento, è possibile godere un panorama unico nel suo genere.

Da Brento, percorrendo il sentiero 910 si arriva a S. Ansano in appena 40 minuti di marcia. Il luogo ha origini antichissime, e sorge su di una strada romana che lo collegava a Pianoro. La chiesa e quanto era nel circondario, fu distrutta nella seconda guerra mondiale. La trattoria di Brento è in grado di farvi gustare un'ottima cucina basata anche sulla cacciagione locale. A 9 chiliometri da Monzuno troviamo Vado, paese di oltre 2000 abitanti, sorto sulle rive del torrente Setta, deve le sue origini ad un frequentatissimo "guado", che lo collegava con il resto del mondo. La località è tristemente nota per le vicende legate alla "strage di M. Sole". Nella canonica della chiesa, nell'ottobre del '43, nacque la "Brigata Partigiana Stella Rossa", comandata poi da Mario Musolesi, detto "lupo ", la quale seppe tener testa alle militanze teutoniche fino al giorno della strage: dal 29 settembre al 5 ottobre 1944 persero la vita 1830 persone tra cui anziani, donne e bambini.


A sud troviamo Elle, con la sua fortificazione e sede comunale nel 1385, che comprendeva nel suo territorio Polverara, sede di un importante mercato dell'olio d'oliva.
Montorio, con la sua tipica torre costruita da "maestri Comacini ", dove nei primi anni del '3OO vi abitò anche il conte "Mostarda da Panico", è il centro abitato che ancora mantiene quei caratteri storici che lo distinsero nel corso del secoli.
La Piazza, con una casa torre del 1500,dove si gusta una raffinata cucina emiliana.
La Pieve, già ricordata in un documento del 1069, aveva nel 1378 sotto la propria giurisdizione 42 chiese.
Su Monzuno e dintorni troneggia possente Monte Venere, che con i suoi quasi 1000 m. s.l.m., è una delle vette più alte dall'Appennino Bolognese. Più avanti, verso la Toscana, troviamo "Le Croci", ultima tappa monzunese, dove transita la "Via degli Dei " e numerosi altri sentieri.
Qui è possibile gustare, dall'Ines, le sue famose tagliatelle al ragù, retaggio della migliore tradizione culinaria monzunese.

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